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VINCENZO CECCARELLI

VINCENZO CECCARELLI

Dpcm Natale, il divieto di circolazione tra comuni non piace

Dpcm Natale, il divieto di spostamento tra comuni non piace al Pd

da La Nazione

di Luigi Caroppo

Firenze, 6 dicembre 2020 – No, proprio no. I trasferimenti di Natale, Santo Stefano e Capodanno vietati tra comuni non piacciono al gruppo regionale del Pd. Vincenzo Ceccarelli, ex assessore ai Trasporti, è  il capogruppo dem in consiglio regionale.

Lei guida i consiglieri regionali Pd che ieri hanno protestato contro le disposizioni del decreto Conte. Perché questa mobilitazione? 

“I consiglieri regionali sono i primi sensori dei territori, insieme ai sindaci. Svolgono un ruolo determinante nell’ascolto e devono essere ascoltati quanto rappresentano istanze reali e corali provenienti dai nostri cittadini. Noi siamo i primi ad essere convinti che si debba continuare a mettere la tutela della salute e del sistema sanitario al primo posto, per prevenire la diffusione del virus, ma bisogna stare attenti a non adottare provvedimenti iniqui che i cittadini non capiscono, perchè rischiamo di ottenere l’effetto contrario”.

Cosa chiedete nello specifico al vostro governo? 

“Al Governo esprimiamo il nostro apprezzamento per come si sta affrontando questo momento così complesso, ma abbiamo chiesto di rivedere quella parte del nuovo Decreto Legge sul periodo di Natale, dove si impedisce ai nostri concittadini di fare una visita ai propri congiunti più cari nei giorni di Natale e capodanno, senza differenze tra zone e senza tener conto dei diversi livelli di rischio e delle diversità obiettive tra aree urbane e zone interne. Se si pensa che le province toscane hanno meno abitanti di un quartiere di Roma o Milano, si capisce che è necessario distinguere nelle limitazioni alla mobilità. A maggior ragione nei territori come il nostro dove il limite comunale potrebbe essere sostituito con quello provinciale, o quantomeno delle unioni dei comuni, come chiede anche Anci”.

Ci sono altri provvedimenti migliorabili? 

“Noi siamo convinti che l’equità debba sempre essere garantita. E questo è possibile, come ci spiegano i più insigni giuristi, se trattiamo situazioni diverse in modo diverso. E’ giusto essere rigorosi, ma non è pensabile che gli stessi provvedimenti siano calati sulle grandi metropoli e sui piccoli comuni di provincia. Parliamo di mondi diversi, di diverse organizzazioni sociali ed economiche, di modi di vivere diversi. All’inizio di questa pandemia è stato giusto il lock-down nazionale, senza distinzioni. Ora siamo ad individuare percorsi di convivenza con il virus e abbiamo il dovere di tenere conto di queste differenze”.

Scuola e tpl. Conte ha detto rientro a scuola al 75%, il suo successore alla guida dell’assessorato al Trasporti l’altro giorno parlava del 50%. Che ne pensa? 

“Penso che bisogna smetterla con lo scaricabarile, uno degli sport preferiti dagli italiani e imparare a risolvere i problemi tutti insieme. Ottima l’iniziativa del mio successore di riaprire il tavolo regionale di concertazione con il mondo della scuola. Gli auguro di avere più ascolto di quello che ho avuto io nei mesi scorsi, quando chiedevo alle scuole orari rivisti e diversificati, per consentire l’afflusso sicuro dei ragazzi”.

La scuola non può pensare solo a quanto avviene all’interno degli istituti ma anche entrare in sinergia col sistema trasporti. Non crede? 

“A partire dallo scorso maggio ho cercato in tutti i modi di far comprendere ai dirigenti scolastici presenti alle riunioni del cantiere-scuola, che il tema dei trasporti è parte integrante del servizio scolastico e che non pensabile che il tpl, che deve dare risposte a milioni di cittadini, possa essere disegnato per adeguarsi solo agli orari delle scuole, peraltro spesso distinti da istituto a istituto. In estate dal dialogo tra province, comuni e scuole sono nate le richieste che la Regione ha interamente recepito e finanziato, aggiungendo 233 autobus privati a quelli di linea fin dal primo giorno di scuola. Ora la capienza è ridotta al 50% e bene fa il mio successore a spiegare di nuovo al mondo della scuola che in queste condizioni serve flessibilità di orari e nuovo modello organizzativo”.

Giani e la giunta. Un novembre di emergenza. Come valuta la gestione della seconda ondata?

“Io credo che sia stato fatto un  buon lavoro. Diciamo la verità, ad agosto nessuno di noi immaginava che avremmo avuto un novembre così duro. Qualche cosa in più poteva essere fatto da ognuno di noi per evitare che si verificasse questa situazione, ma ancora una volta il nostro sistema sanitario ha risposto bene e il Presidente e il governo regionale, per quanto colti dall’emergenza proprio nella fase dell’insediamento, hanno risposto con grande impegno e dedizione, risolvendo il problema del tracciamento, creando nuovi posti letto e potenziando le terapie intensive, semplificando le procedure per le nuove assunzioni e anche prevedendo forme di ristoro per le categorie più deboli, rimaste fuori dai provvedimenti nazionali. Io credo che serva soprattutto equilibrio. I beni essenziali da tutelare restano salute e lavoro. Non è semplice durante una tempesta terribile come questa, tenere la barra dritta e scegliere sempre la giusta direzione, ma credo che la strada maestra sia sempre quella di ascoltare i cittadini, i territori e fare le scelte che in coscienza si ritengono le migliori nell’interesse della nostra comunità. Senza aver paura di correggere gli sbagli, quando capita di farne”.

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